GIURISPRUDENZA NEL SETTORE

GIURISPRUDENZA E PROVVEDIMENTI DELL’AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO NEL SETTORE

CORTE DI GIUSTIZIA UE

Sentenza della Corte di Giustizia dell’11 dicembre 2003 n. 322 è stato stabilito che non esiste alcun motivo legittimo che potrebbe giustificare un divieto assoluto di vendita a distanza di medicinali non soggetti a prescrizione medica, mentre il divieto può trovare una giustificazione riguardo ai medicinali per i quali sia prevista.

 

AGCM

Provvedimenti in caso di messa in commercio di farmaci da parte di soggetti non autorizzati, ad esempio all’esito dei procedimenti PS8151 e PS905, avviati in data 5 giugno 2012 e 19 febbraio 2014 nei confronti di soggetti che hanno prospettato tramite sito internet in lingua italiana la possibilità di acquistare online farmaci “etici” per la cura di “disfunzioni erettili”; sono state riscontrate pratiche commerciali scorrette ai sensi degli artt. 18 e ss. del Codice del Consumo e la violazione della normativa che richiede la necessaria intermediazione di un farmacista abilitato all’esercizio della professione e iscritti al relativo Ordine professionale, in quanto idonee a ingenerare nel consumatore l’erroneo convincimento di poter acquistare online i prodotti pubblicizzati, legalmente e senza rischi per la propria salute.

 

Cfr. AGCM 19/02/2014, n. 24814

“Il divieto di vendita on line di farmaci etici in Italia non si traduce in una violazione dell’art. 34 tfUe, in quanto, sin dall’origine, i Trattati hanno espressamente specificato che non integrano restrizioni né misure equivalenti le disposizioni nazionali che impongono “divieti o restrizioni giustificati da motivi (…) di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali” (art. 36 tfUe); inoltre, analogamente, anche le Linee guida della Commissione Ue sull’applicazione delle disposizioni sulla libera circolazione delle merci confermano che, in ragione di esigenze di tutela della salute, gli Stati membri possono adottare misure restrittive della libera circolazione, sempre che siano proporzionate all’obiettivo perseguito e non discriminatorie.”

NB: Potrebbero ravvisarsi casi di pratiche commerciali su portali internet anche di soggetti non abilitati, ad esempio in caso di pubblicazione di pubblicità ingannevoli su:

  • prodotti cosmetici
    Provvedimento PI 458 dell’11 maggio 1995, relativo a pubblicità di shampoo antiforfora attraverso lo sfruttamento abusivo della figura professionale del farmacista ed enfasi posta sulla circostanza che il prodotto è venduto in farmacia e su consigli da chiedere al farmacista.
  • o su integratori alimentari
    PS 9400 Provvedimento n. 25087 del 9 settembre 2014 nei confronti di società operativa nel commercio on-line di prodotti ed integratori alimentari che ha posto in essere pratiche commerciali scorrette pubblicizzando messaggi contrari diligenza professionale, attraverso informazioni ingannevoli, vantando specifiche carattetistiche di natura salutistica derivanti dal consumo di un prodotto, tra cui efficacia contro numerose patologie, l’influenza e l’invecchiamento), ovvero di altro genere (specifici effetti fisiologici benefici in virtù del particolare processo di fermentazione a cui è sottoposto il botanical che compone l’integratore) che si sono rilevate non veritiere, tali da indurre in errore i consumatori e falsare in misura apprezzabile il loro comportamento economico.

 

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Garante concorr. e mercato, 27/02/2014,  n. 24824 Soc. Estée Lauder

La misura degli obblighi informativi e la completezza degli elementi rilevanti in pubblicità, prevista dal d.lg. n. 206 del 2005 (Codice del consumo), dev’essere valutata in funzione dell’obiettivo della maggior chiarezza e trasparenza possibili verso il consumatore, di talché assume particolare pregnanza quando il supporto comunicativo è più articolato, complesso e “spazioso”- come ad esempio il sito internet – e attenga a prodotti sensibili quali i cosmetici rispetto ai quali il regolamento n. 1223/2009/Ce individua quale obiettivo primario il raggiungimento di “un livello elevato di tutela della salute umana”, accanto a quello del funzionamento del mercato interno.

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