CLAUSOLE VESSATORIE NELL’E-COMMERCE

COS’É UNA CLAUSOLA VESSATORIA

Il Codice del Consumo elenca agli artt. 33 e 36 le clausole vessatorie, illecite, che non possono essere inserite nelle condizioni generali di contratto applicabili alla vendita on line. Le clausole vessatorie sono inefficaci nel rapporto contrattuale.

 

TUTELA COLLETTIVA

Le associazioni dei consumatori sono legittimate ad “inibire” tramite azione giudiziaria l’utilizzo di clausole vessatorie, secondo quanto previsto dall’art. 37 del Codice del Consumo.

Con il D.L. 1/2012 (c.d. decreto “liberalizzazioni”) convertito nella L. 27/2012 è stata estesa la tutela amministrativa contro le clausole vessatorie attraverso l’introduzione dell’art. 37-bis del Codice del Consumo che attribuisce all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) il potere d’ufficio o su denuncia dei consumatori interessati di dichiarare la vessatorietà delle clausole inserite nei contratti tra imprese e consumatori. E’ anche prevista la possibilità per le imprese e i professionisti di sottoporre ad un eseme preventivo le proprie condizioni generali di contratto.

 

Esempi di clausole vessatorie maggiormente diffuse

  1. Limitazioni di responsabilità del professionista in caso di danni subiti dal consumatore;
  2. Limitazioni di responsabilità del professionista in caso di inadempimento;
  3. Limitazioni della garanzia legale;
  4. Deroga al foro del consumatore che ha diritto ad agire e difendersi in giudizio dove risiede;
  5. Penali a carico del consumatore in caso di suo inadempimento di importo eccessivo.

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