STRUMENTI DI TUTELA

Polizia Postale e delle Comunicazioni
Quale “specialità” della Polizia di Stato si occupa di prevenzione e contrasto della criminalità informatica, a garanzia dei valori costituzionali della segretezza della corrispondenza e della libertà di ogni forma di comunicazione.
Il suo principale sforzo operativo è nella direzione del continuo adeguamento della propria risposta alle nuove frontiere tecnologiche della delinquenza.
La polizia delle comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso 20 compartimenti, con competenza regionale, e 80 sezioni con competenza provinciale, coordinati a livello centrale dal Servizio Polizia delle Comunicazioni.
Gli uffici sono dotati di indirizzi e-mail ai quali è possibile chiedere informazioni o inviare segnalazioni di violazione di norme penali nei settori della specialità. Tutti gli indirizzi sono sul sito www.commissariatodips.it

Strumenti di tutela collettiva
– Azione inibitoria ex art. 37 C.d.C. che può essere avviata dalle associazioni dei consumatori in caso di utilizzo di clausole vessatorie da parte di professionisti.
– Azione inibitoria ex artt. 139 e 140 C.d.C.
– Attività AGCM in caso di pratiche commerciali scorrette ai sensi degli art. 18 e ss.
– Attività AGCM in caso di adozione di clausole vessatorie ai sensi degli art. 33 e ss. Codice del Consumo.

L’attività dell’AGCM in caso di pratiche commerciali scorrette
Un’istruttoria in materia di pratiche commerciali scorrette può essere avviata dall’Autorità d’ufficio o a seguito di una segnalazione: la denuncia, che può essere fatta anche on-line, deve contenere le generalità del segnalante e individuare la pratica ritenuta contraria alle norme del Codice del Consumo. Le procedure sono disciplinate dal Regolamento deliberato in data 1 aprile 2015. L’Autorità può disporre, con provvedimento motivato, la sospensione provvisoria delle pratiche commerciali scorrette, laddove sussista particolare urgenza.
In caso di accertamento di una pratica commerciale scorretta l’Autorità, al termine dell’istruttoria, diffida i responsabili dal continuare a porla in essere e può infliggere una sanzione pecuniaria da 5.000 a 5.000.000 di euro, in considerazione della gravità e della durata della violazione. Nel caso di pratiche commerciali suscettibili di pregiudicare la sicurezza dei minori o che, riguardando prodotti pericolosi, omettano di specificarlo, la sanzione minima non può essere inferiore a 50.000 euro.
Per la pubblicità ingannevole e comparativa, al termine dell’istruttoria avviata d’ufficio o su segnalazione, le sanzioni previste, in caso di accertamento dell’ingannevolezza, vanno da 5.000 a 500.000 euro.
L’Autorità, oltre a sanzionare, nel caso accerti un comportamento illecito  può anche imporre la pubblicazione della propria delibera o di una dichiarazione rettificativa, a spese dell’impresa, sui mezzi ritenuti più idonei. Nei casi di particolare urgenza, qualora si ritenga che nelle more del procedimento possano prodursi effetti gravi ed irreparabili, l’Autorità può sospendere provvisoriamente in via cautelativa la pratica scorretta o il messaggio  ingannevole.
La legge prevede che nelle ipotesi di non manifesta gravità e scorrettezza della pratica le imprese possano presentare impegni idonei a porre fine all’infrazione.
Il sito dell’Agcm: www.agcm.it

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