Car sharing e car pooling

L’indagine sulla sharing mobility

Nell’ambito della presente indagine (realizzata da MC con contributo del Ministero dello Sviluppo Economico), l’associazione ha tentato di allargare le vedute ed estendere alcune analisi già in precedenza svolte, identificando complessivamente 20 piattaforme che operano nella cd. “sharing mobility” (cfr. “1° rapporto nazionale. La sharing mobility in Italia: numeri, fatti e potenzialità”, 2016, a cura della Fondazione per lo sviluppo sostenibile ), ovvero soggetti che agevolano mezzi di spostamento attraverso mezzi non di proprietà, di cui 9 nel cd. “car sharing” o “car rental” (noleggio metropolitano, o car rental) e 11 nel cd. “car pooling”.

Come emerso da questo studio e si vedrà, non tutte le esperienze analizzate possono essere propriamente definite come espressioni di “sharing economy” o “economia della condivisione”, secondo la definizione anche contenuta nella proposta di legge n. 3564 Tentori, ovvero un nuovo modello economico e culturale, capace di promuovere forme di consumo che prediligono la razionalizzazione delle risorse basandosi, in un’“economia collaborativa” che promuova “forme di consumo consapevole”, sull’utilizzo e sullo scambio di beni e servizi piuttosto che sul loro acquisto, dunque sull’accesso piuttosto che sul possesso.

Nell’ambito dello specifico settore della “Sharing mobility”, andando oltre di tale nozione, abbiamo identificato modelli con comune denominatore:

  • l’utilizzo di piattaforme internet e/o di applicazioni da scaricare e utilizzare tramite smartphone;
  • l’utilizzo di auto altrui, invece della propria o del trasporto pubblico.

Ci siamo soffermati su alcuni aspetti specifici, con un occhio di riguardo alle conseguenze che si possono verificare in caso di incidente.

I risultati (in sintesi)

Dalla ricerca è emerso che il car sharing di matrice pubblica fatica a reggere oggi la concorrenza dei privati. Tuttavia i vantaggi alla collettività dalla diffusione del car sharing privato ci sono in termini di beneficio ambientale per il minor utilizzo dell’auto privata e anche per il pagamento alle casse comunali da parte degli operatori privati di un contributo annuale per la circolazione degli autoveicoli noleggiati. Attraverso un’analisi delle condizioni generali di contratto si è inoltre approfondito quali possono essere le criticità connesse all’utilizzo delle auto a noleggio in ambito cittadino, per quanto riguarda da un lato il comportamento dell’utente e dall’altro l’applicazione di franchigie e penali a carico dello stesso, laddove responsabile di un eventuale sinistro. Dalla lettura, ad esempio, è emerso che in caso di incidente con responsabilità del conducente del veicolo a noleggio le conseguenze per lo stesso possono assumere rilevanza economica di un certo rilievo (con dubbi di legittimità sull’applicazione di alcune clausole).

Qui l’indagine completa

Qui l’infografica (le piattaforme, i costi e le franchigie)

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